Prompt modulari nel legal prompting: esempi e script AI locale – IA e Avvocati (14)
Intelligenza artificiale e Avvocati
Prompt modulari: introduzione
Nel lavoro quotidiano dello studio legale, l’intelligenza artificiale può offrire un supporto concreto nella redazione, sintesi e analisi dei documenti. Tuttavia, l’efficacia di ogni output dipende dalla qualità dell’input: il prompt.
Questo primo post del volume 2 della guida “Sperimentare l’intelligenza artificiale nello studio legale” introduce un metodo strutturato e riutilizzabile per creare prompt giuridici professionali, fondato sullo schema R-CAFAR, già presentato nel volume 1.
Prompt modulari: cosa sono?
Un prompt modulare è una struttura testuale organizzata in blocchi logici, progettata per interagire in modo efficace con un modello linguistico.
Nel contesto giuridico, permette di guidare l’LLM nella generazione di bozze di testi specialistici (pareri, atti, lettere…) assicurando chiarezza, precisione e riuso.
Ogni blocco del prompt ha uno scopo preciso: definire il ruolo del modello, il contesto giuridico, i fatti rilevanti, la finalità richiesta, il livello di aggiornamento e il formato desiderato dell’output.
L’approccio modulare consente sia la redazione manuale che l’automazione dei prompt.
Il metodo R-CAFAR e i prompt modulari: architettura del prompt legale professionale
Oltre alla versione base del metodo R-CAFAR già presentata nel volume 1, è possibile utilizzare una variante estesa chiamata R-CAFAR+.
Questa include istruzioni più dettagliate per ottenere output di qualità superiore nei casi complessi.
R-CAFAR+ è consigliato, per esempio:
- quando si vogliono evitare risposte generiche;
- nei casi in cui la strategia redazionale o difensiva richiede approfondimenti articolati;
- per incarichi destinati alla produzione diretta di bozze processuali.
Le estensioni più comuni del metodo includono:
- istruzioni step-by-step (prompt chaining);
- esempi e contro-esempi;
- criteri di qualità richiesti (chiarezza, aggiornamento, fondatezza);
- istruzioni per la gestione dell’incertezza;
- indicazione del destinatario (giudice, cliente, collega, controparte).
Il metodo R-CAFAR+ è quindi adatto a casi ad alto valore o a fasi cruciali della redazione assistita.
Il prompting legale non può essere improvvisato. Serve una struttura solida e ripetibile. Il metodo R-CAFAR base offre proprio questo.
| Blocco | Descrizione | Esempio sintetico |
|---|---|---|
| R – Ruolo | Chi è il modello | Sei un avvocato civilista esperto |
| C – Contesto | Ambito giuridico e tipo di attività | Contratto di compravendita immobiliare |
| A – Attori e Fatti | Chi è coinvolto e cosa è accaduto | Acquirente e venditore in lite. Il cliente, acquirente del bene, lamenta vizi manifestatisi dopo pochi mesi dalla vendita (infiltrazioni d’acqua) |
| F – Finalità | Scopo della richiesta | Fornire un parere legale |
| A – Aggiornamento | Fonti da consultare e data | Codice civile + giurisprudenza 2025 |
| R – Richieste specifiche | Struttura dell’output | Tre sezioni (inquadramento dei fatti, motivazioni giuridiche, conclusione), linguaggio forense |
Questo schema garantisce:
- completezza delle istruzioni;
- chiarezza interpretativa per il modello;
- riuso controllato e versionamento dei prompt.
Accesso alle fonti: condizione indispensabile
Il prompting legale richiede che l’LLM (o il sistema RAG) possa consultare fonti giuridiche aggiornate, altrimenti le risposte saranno non aggiornate, incomplete o errate.
Questo può avvenire tramite:
- Banche dati interne (repository di documenti PDF e sentenze);
- Collegamenti API a fonti esterne;
- Strumenti web controllati (ricerca online).
🔍 Se il sistema non dispone di fonti aggiornate, il prompt R-CAFAR va inteso come base di partenza.
🔄 Per ottenere risposte coerenti con la strategia e la prassi dello studio legale, è consigliabile utilizzare un sistema RAG alimentato con i documenti interni: ad esempio, ricorsi già presentati, modelli processuali, lettere tipo o archivi giurisprudenziali. Questo consente al modello di attingere al proprio storico e replicare le logiche redazionali già collaudate.
Esempi giuridici: quattro prompt modulari R-CAFAR pronti all’uso
⚠️ Le risposte fornite dai modelli LLM non costituiscono consulenza legale. Il contenuto generato deve sempre essere verificato, validato e, se necessario, integrato da un professionista legale (supervisione umana obbligatoria).
📘 Esempio 1 – Contratto preliminare (civile)
R – Ruolo: Sei un avvocato civilista con 20 anni di esperienza in diritto dei contratti.
C – Contesto: Contratto preliminare di compravendita immobiliare non registrato.
A – Attori e Fatti: L’acquirente intende ottenere l’esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c.; il venditore si rifiuta di stipulare il definitivo.
F – Finalità: Fornire un parere legale sintetico sulla validità e azionabilità del contratto, considerando anche le conseguenze della mancata registrazione.
A – Aggiornamento: Codice civile e giurisprudenza di Cassazione aggiornata al 2025, con riferimento anche alle pronunce su effetti della mancata registrazione e disciplina fiscale.
R – Richieste specifiche: Tre sezioni (normativa, giurisprudenza, valutazione pratica). Linguaggio tecnico e riferimenti agli ultimi orientamenti.
Prompt finale:
Sei un avvocato civilista con 20 anni di esperienza in diritto dei contratti.
Contesto: Contratto preliminare di compravendita immobiliare non registrato.
Attori e Fatti: L’acquirente vuole ottenere l’esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c.; il venditore si rifiuta di stipulare il definitivo.
Finalità: Fornire un parere legale sintetico sulla validità e azionabilità del contratto, considerando anche le conseguenze della mancata registrazione.
Aggiornamento: Codice civile e giurisprudenza di Cassazione aggiornata al 2025, con riferimento anche a mancata registrazione e disciplina fiscale.
Richieste specifiche: Tre sezioni (normativa, giurisprudenza, valutazione pratica). Linguaggio tecnico e riferimenti agli ultimi orientamenti.
📘 Esempio 2 – Appalti pubblici (amministrativo)
R – Ruolo: Sei un avvocato amministrativista con ampia esperienza nella tutela delle imprese nei contenziosi sulle gare telematiche.
C – Contesto: Procedura aperta indetta da un ente locale tramite piattaforma telematica, con oggetto l’affidamento di un servizio pubblico. Il sistema informatico prevede il caricamento automatico dell’offerta, ma non consente – secondo quanto lamentato da alcune imprese – l’inserimento di documentazione obbligatoria (es. costi di sicurezza e manodopera). Una società concorrente segnala tempestivamente alla Stazione Appaltante, prima della scadenza, l’anomalia tecnica e trasmette le integrazioni richieste via PEC. Nonostante un iniziale riconoscimento della criticità da parte della S.A. con attivazione di una fase istruttoria straordinaria, la società viene definitivamente esclusa perché altri concorrenti sono riusciti a caricare i documenti richiesti con modalità non chiaramente indicate.
A – Attori e Fatti:
- Impresa ricorrente esclusa dalla procedura per supposta irregolarità documentale riconducibile a criticità tecniche della piattaforma;
- Preavviso e puntuale segnalazione del malfunzionamento alla S.A. prima della scadenza;
- Stazione Appaltante che prima riconosce il malfunzionamento e poi esclude più concorrenti per le stesse ragioni, pur ritenendo che altri partecipanti siano riusciti a “superare” il problema.
F – Finalità: Redigere una bozza di ricorso cautelare ex art. 55 c.p.a., articolato in sezioni (premessa, motivi, richieste), per chiedere la sospensione dell’efficacia del provvedimento di esclusione, la riammissione in gara e ogni altro provvedimento consequenziale.
A – Aggiornamento richiesto: Applicare il D.Lgs. 36/2023 (“nuovo codice appalti”), con particolare attenzione agli artt. 5 e 25, e alla disciplina tecnica delle gare telematiche e piattaforme digitali di acquisto, nonché a orientamenti giurisprudenziali TAR e Consiglio di Stato fino al 2025.
R – Richieste specifiche:
- Strutturare l’atto su: premessa in fatto (ricostruzione della vicenda come sopra), motivi di gravame (per esempio: violazione art. 25 D.Lgs. 36/2023, eccesso di potere per contraddittorietà, erroneo diniego del soccorso istruttorio, violazione dei principi di fiducia, buona fede e tutela dell’affidamento ex art. 5 D.Lgs. 36/2023), richieste cautelari.
- Tono formale da ricorso amministrativo.
- Riferimenti puntuali alle massime giurisprudenziali più recenti e pertinenti.
- Esplicitare eventuali problematiche su anomalia piattaforma, distinzione fra diligenza minima e qualifica del malfunzionamento, legittimità della segnalazione preventiva rispetto alla “forzatura informatica” usata da altri concorrenti.
- Eventuali richieste risarcitorie o di subentro, con distinzione fra riammissione in gara e esecuzione in forma specifica.
Prompt finale:
Sei un avvocato amministrativista con ampia esperienza nella tutela delle imprese nei contenziosi sulle gare telematiche.
Contesto: Procedura aperta indetta da un ente locale tramite piattaforma telematica, con oggetto l’affidamento di un servizio pubblico. Il sistema informatico prevede il caricamento automatico dell’offerta, ma non consente – secondo quanto lamentato da alcune imprese – l’inserimento di documentazione obbligatoria (es. costi di sicurezza e manodopera). Una società concorrente segnala tempestivamente alla Stazione Appaltante, prima della scadenza, l’anomalia tecnica e trasmette le integrazioni richieste via PEC. Nonostante un iniziale riconoscimento della criticità da parte della S.A. con attivazione di una fase istruttoria straordinaria, la società viene definitivamente esclusa perché altri concorrenti sono riusciti a caricare i documenti richiesti con modalità non chiaramente indicate.
Attori e Fatti:
- Impresa ricorrente esclusa dalla procedura per supposta irregolarità documentale riconducibile a criticità tecniche della piattaforma;
- Preavviso e puntuale segnalazione del malfunzionamento alla S.A. prima della scadenza;
- Stazione Appaltante che prima riconosce il malfunzionamento e poi esclude più concorrenti per le stesse ragioni, pur ritenendo che altri partecipanti siano riusciti a “superare” il problema.
Finalità: Redigere una bozza di ricorso cautelare ex art. 55 c.p.a., articolato in sezioni (premessa, motivi, richieste), per chiedere la sospensione dell’efficacia del provvedimento di esclusione, la riammissione in gara e ogni altro provvedimento consequenziale.
Aggiornamento richiesto: Applicare il D.Lgs. 36/2023 (“nuovo codice appalti”), con particolare attenzione agli artt. 5 e 25, e alla disciplina tecnica delle gare telematiche e piattaforme digitali di acquisto, nonché a orientamenti giurisprudenziali TAR e Consiglio di Stato fino al 2025.
Richieste specifiche:
- Strutturare l’atto su: premessa in fatto (ricostruzione della vicenda come sopra), motivi di gravame (per esempio: violazione art. 25 D.Lgs. 36/2023, eccesso di potere per contraddittorietà, erroneo diniego del soccorso istruttorio, violazione dei principi di fiducia, buona fede e tutela dell’affidamento ex art. 5 D.Lgs. 36/2023), richieste cautelari.
- Tono formale da ricorso amministrativo.
- Riferimenti puntuali alle massime giurisprudenziali più recenti e pertinenti.
- Esplicitare eventuali problematiche su anomalia piattaforma, distinzione fra diligenza minima e qualifica del malfunzionamento, legittimità della segnalazione preventiva rispetto alla “forzatura informatica” usata da altri concorrenti.
- Eventuali richieste risarcitorie o di subentro, con distinzione fra riammissione in gara e esecuzione in forma specifica.
📘 Esempio 3 – Accesso abusivo a sistema informatico (penale)
R – Ruolo: Sei un avvocato penalista con comprovata esperienza in reati informatici e responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001.
C – Contesto: Indagine per accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.). Il cliente, dipendente di una società, è indagato per aver consultato ed estratto dati da un’area riservata del database aziendale, protetta da credenziali e non rientrante nelle sue autorizzazioni operative. L’accesso è avvenuto utilizzando le proprie credenziali personali, aggirando una restrizione interna, e senza preventiva autorizzazione del responsabile IT.
A – Attori e Fatti:
– Cliente: dipendente dell’area amministrativa, in possesso di credenziali personali per l’uso di parte del gestionale.
– Condotta contestata: accesso e consultazione dell’archivio riservato “Clienti VIP” contenente dati commerciali e personali, normalmente riservato al reparto vendite.
– Giustificazione del cliente: necessità di verificare alcune posizioni per adempiere ad una richiesta urgente del direttore generale.
– Conseguenze: segnalazione interna al DPO, apertura di indagine penale, rischio di contestazione di responsabilità ex art. 24-bis D.Lgs. 231/2001 alla società.
F – Finalità: Redigere un motivato parere legale, con linguaggio tecnico-forense, per valutare i rischi penali e definire strategie difensive.
A – Aggiornamento richiesto:
- Codice penale (art. 615-ter e norme collegate)
- D.Lgs. 231/2001, art. 24-bis
- Giurisprudenza Cassazione aggiornata al 2025, con citazioni complete (numero, data, massima e link).
R – Richieste specifiche:
- Analisi dell’elemento oggettivo e elemento soggettivo della fattispecie.
- Distinzione tra accesso abusivo in senso stretto e accesso eccedente i limiti delle autorizzazioni.
- Esame della possibile applicazione di scriminanti (per es. adempimento di un dovere).
- Valutazione dei profili di responsabilità amministrativa dell’ente ex D.Lgs. 231/2001.
- Orientamenti recenti della Cassazione sul concetto di “abusività” dell’accesso.
- Proposta di strategie difensive con analisi di scenari alternativi (assoluzione, derubricazione, riti alternativi, messa alla prova).
Prompt finale:
Sei un avvocato penalista con comprovata esperienza in reati informatici e responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001.
Contesto: Indagine per accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.). Il cliente, dipendente di una società, è indagato per aver consultato ed estratto dati da un’area riservata del database aziendale, protetta da credenziali e non rientrante nelle sue autorizzazioni operative. L’accesso è avvenuto utilizzando le proprie credenziali personali, aggirando una restrizione interna, e senza preventiva autorizzazione del responsabile IT.
Attori e Fatti:
– Cliente: dipendente dell’area amministrativa, in possesso di credenziali personali per l’uso di parte del gestionale.
– Condotta contestata: accesso e consultazione dell’archivio riservato “Clienti VIP” contenente dati commerciali e personali, normalmente riservato al reparto vendite.
– Giustificazione del cliente: necessità di verificare alcune posizioni per adempiere ad una richiesta urgente del direttore generale.
– Conseguenze: segnalazione interna al DPO, apertura di indagine penale, rischio di contestazione di responsabilità ex art. 24-bis D.Lgs. 231/2001 alla società.
Finalità: Redigere un motivato parere legale, con linguaggio tecnico-forense, per valutare i rischi penali e definire strategie difensive.
Aggiornamento richiesto:
- Codice penale (art. 615-ter e norme collegate)
- D.Lgs. 231/2001, art. 24-bis
- Giurisprudenza Cassazione aggiornata al 2025, con citazioni complete (numero, data, massima e link).
Richieste specifiche:
- Analisi dell’elemento oggettivo e elemento soggettivo della fattispecie.
- Distinzione tra accesso abusivo in senso stretto e accesso eccedente i limiti delle autorizzazioni.
- Esame della possibile applicazione di scriminanti (per es. adempimento di un dovere).
- Valutazione dei profili di responsabilità amministrativa dell’ente ex D.Lgs. 231/2001.
- Orientamenti recenti della Cassazione sul concetto di “abusività” dell’accesso.
- Proposta di strategie difensive con analisi di scenari alternativi (assoluzione, derubricazione, riti alternativi, messa alla prova).
📘 Esempio 4 – Modifica assegno di mantenimento del figlio maggiorenne (famiglia)
R – Ruolo:
Sei un avvocato esperto in diritto di famiglia, con comprovata esperienza in ricorsi per revisione dell’assegno di mantenimento ex art. 337-quinquies c.c. e art. 473-bis.29 c.p.c.
C – Contesto:
Domanda di revisione dell’assegno di mantenimento per figlio maggiorenne non economicamente autonomo. Il padre obbligato al mantenimento ha perso il lavoro; il figlio, pur maggiorenne, non dispone di reddito proprio e non ha completato percorsi formativi o di inserimento lavorativo.
A – Attori e Fatti:
- Padre: già obbligato al pagamento dell’assegno di mantenimento, ora disoccupato per licenziamento (documentabile), con ridotte risorse economiche e attualmente senza entrate fisse.
- Figlio: maggiorenne, ancora a carico, senza reddito proprio, non autosufficiente economicamente, alla ricerca di occupazione.
- Situazione originaria: assegno stabilito con sentenza di divorzio contenzioso, tenendo conto della precedente capacità reddituale del padre.
- Fatto sopravvenuto: perdita dell’occupazione del padre, peggioramento significativo della disponibilità economica.
F – Finalità:
Redigere una bozza di ricorso processuale motivato per la revisione dell’assegno di mantenimento, con richiesta di riduzione o sospensione temporanea dell’obbligo, allegando documentazione probatoria e giurisprudenza di supporto.
A – Aggiornamento:
- Codice Civile: artt. 337-ter, 337-quinquies e norme collegate.
- Codice di Procedura Civile: artt. 473-bis.29 e segg. c.p.c. (procedimento di modifica delle condizioni)
- Giurisprudenza della Corte di Cassazione aggiornata al 2025, con estremi completi delle sentenze (numero, data, sezione, massima, link).
R – Richieste specifiche:
- Bozza di ricorso processuale, completa di: intestazione, giudice competente, esposizione dei fatti, motivazione in diritto, conclusioni.
- Riferimenti a casi recenti e pertinenti della Cassazione (fino al 2025 compreso).
- Motivazione articolata sui presupposti giuridici del mutamento delle condizioni economiche come “circostanza sopravvenuta” ai sensi dell’art. 337-quinquies c.c.
- Indicazione dell’onere della prova e dei documenti probatori da allegare (buste paga, lettera di licenziamento, stato di disoccupazione, estratti conto).
- Richiamo ai principi di proporzionalità e adeguatezza dell’assegno rispetto alle risorse del genitore e ai bisogni effettivi del figlio maggiorenne.
- Struttura delle conclusioni conforme alla prassi forense e agli standard processuali.
Prompt finale:
Sei un avvocato esperto in diritto di famiglia, con comprovata esperienza in ricorsi per revisione dell’assegno di mantenimento ex art. 337-quinquies c.c. e art. 473-bis.29 c.p.c.
Contesto:
Domanda di revisione dell’assegno di mantenimento per figlio maggiorenne non economicamente autonomo. Il padre obbligato al mantenimento ha perso il lavoro; il figlio, pur maggiorenne, non dispone di reddito proprio e non ha completato percorsi formativi o di inserimento lavorativo.
Attori e Fatti:
- Padre: già obbligato al pagamento dell’assegno di mantenimento, ora disoccupato per licenziamento (documentabile), con ridotte risorse economiche e attualmente senza entrate fisse.
- Figlio: maggiorenne, ancora a carico, senza reddito proprio, non autosufficiente economicamente, alla ricerca di occupazione.
- Situazione originaria: assegno stabilito con sentenza di divorzio contenzioso, tenendo conto della precedente capacità reddituale del padre.
- Fatto sopravvenuto: perdita dell’occupazione del padre, peggioramento significativo della disponibilità economica.
Finalità:
Redigere un ricorso processuale motivato per la revisione dell’assegno di mantenimento, con richiesta di riduzione o sospensione temporanea dell’obbligo, allegando documentazione probatoria e giurisprudenza di supporto.
Aggiornamento:
- Codice Civile: artt. 337-ter, 337-quinquies e norme collegate.
- Codice di Procedura Civile: artt. 473-bis.29 e segg. c.p.c. (procedimento di modifica delle condizioni)
- Giurisprudenza della Corte di Cassazione aggiornata al 2025, con estremi completi delle sentenze (numero, data, sezione, massima, link).
Richieste specifiche:
- Bozza di ricorso processuale, completa di: intestazione, giudice competente, esposizione dei fatti, motivazione in diritto, conclusioni.
- Riferimenti a casi recenti e pertinenti della Cassazione (fino al 2025 compreso).
- Motivazione articolata sui presupposti giuridici del mutamento delle condizioni economiche come “circostanza sopravvenuta” ai sensi dell’art. 337-quinquies c.c.
- Indicazione dell’onere della prova e dei documenti probatori da allegare (buste paga, lettera di licenziamento, stato di disoccupazione, estratti conto).
- Richiamo ai principi di proporzionalità e adeguatezza dell’assegno rispetto alle risorse del genitore e ai bisogni effettivi del figlio maggiorenne.
- Struttura delle conclusioni conforme alla prassi forense e agli standard processuali.
I prompt possono essere migliorati:
- dettagliando la struttura richiesta,
- chiedendo una logica step-by-step,
- integrando criteri di qualità,
- inserendo esempi o micro-esempi,
- aggiungendo istruzioni per la gestione di casi dubbi o di mancanza di informazioni,
- personalizzando per il destinatario finale.
Modello R-CAFAR+
R: Ruolo
C: Contesto
A: Attori, fatti, dati
F: Finalità
A: Aggiornamento
R: Richieste specifiche
+ Prompt chaining (fasi logiche/step-by-step)
+ Esempi/modelli
+ Criteri di qualità
+ Istruzioni aggiuntive (per es. destinatari, incertezze)
Esempio 1 migliorato con R-CAFAR+:
R – Ruolo:
Sei un avvocato civilista con almeno 20 anni di esperienza in diritto dei contratti.
C – Contesto:
Contratto preliminare di compravendita immobiliare non registrato stipulato tra due privati. L’acquirente intende ottenere il trasferimento coattivo ex art. 2932 c.c.; il venditore si rifiuta di stipulare il definitivo.
A – Attori, fatti, dati:
- Acquirente: chiede l’esecuzione in forma specifica del preliminare
- Venditore: si rifiuta di stipulare il definitivo
- Preliminare: non registrato
- Nessuna trascrizione nei registri immobiliari
F – Finalità:
Fornire un parere legale sintetico su:
a) validità del contratto preliminare non registrato ai fini dell’azione ex art. 2932 c.c.;
b) azionabilità giudiziale;
c) conseguenze della mancata registrazione, anche sul piano fiscale e probatorio.
A – Aggiornamento:
- Codice civile e normativa fiscale aggiornata al 2025
- Giurisprudenza di Cassazione (massime e numeri sentenze, 2019-2025)
- Riferimento anche a circolari o prassi dell’Agenzia delle Entrate ove pertinenti
R – Richieste specifiche:
- Parere suddiviso in 3 sezioni: 1. Normativa applicabile (codice civile, disciplina fiscale); 2. Giurisprudenza aggiornata e orientamenti; 3. Valutazione pratica/applicativa
- Linguaggio tecnico-giuridico, chiaro ma sintetico
- Citare estremi completi di pronunce
- Evidenziare criticità interpretative ove sussistenti
+ Prompt chaining (fasi logiche step-by-step):
- Analizza e sintetizza il quadro normativo (codice civile e fiscale) applicabile al caso del preliminare non registrato.
- Riassumi la giurisprudenza più recente di Cassazione sull’esecuzione in forma specifica del preliminare e sugli effetti della mancata registrazione.
- Collega la normativa e la giurisprudenza al caso concreto, valutando rischi e opportunità per l’acquirente.
- Specifica eventuali incertezze interpretative e consigli operativi per il legale, distinguendo tra aspetti sostanziali (validità, azionabilità) e fiscali (imposte, sanzioni).
- Valuta anche strategie negoziali in alternativa alla causa (es. mediazione).
- Effettua una ragionevole previsione di esito, tempistiche e costi.
+ Esempi/modelli rilevanti
- Esempio di massima Cassazione: “testo della massima (Cass. n. nnnnn/aaaa)”.
+ Criteri di qualità dell’output
- Completezza: trattazione di tutti i profili (civile, fiscale, processuale)
- Aggiornamento: citazioni aggiornate a tutto il 2025
- Accuratezza: formule precise, linguaggio tecnico, assenza di ambiguità
- Struttura: output diviso in sezioni numerate e coerenti
- Sintesi: risposte concise, senza digressioni inutili
- Evidenziazione di incertezze e ambiti opinabili
+ Istruzioni aggiuntive
- Rispetta la privacy.
- Destinazione: risposta pensata per il cliente.
- Se rilevi incertezze normative o soluzioni giurisprudenziali divergenti, evidenziale chiaramente (“Attualmente vi sono orientamenti contrastanti in tema di …”).
Generazione automatica di prompt R-CAFAR con Python e Gemma 3n
Questo script consente di automatizzare la generazione di prompt secondo lo schema R-CAFAR e di inviarli direttamente a un modello Gemma 3n locale gestito da Ollama.
I dati vengono richiesti all’utente in input (da terminale) e servono a costruire un prompt personalizzato da inviare al modello.
È un primo passo verso l’integrazione dell’IA nel flusso operativo dello studio legale.
L’obiettivo è integrare il prompting nella routine dello studio legale, generando pareri o atti a partire da parametri predefiniti o raccolti da interfaccia utente.
💡 Per seguire questo esempio, è necessario aver completato la configurazione dell’ambiente di lavoro descritta nel Volume 1 (Capitolo 6), compreso l’utilizzo di Python su Windows e l’installazione di Ollama.
⚙️ Assicurati che siano installati:
- Python 3.10+ (con pip)
- Ollama correttamente configurato sul tuo sistema
- Il modello Gemma 3n disponibile localmente (eseguire:
ollama pull gemma3n)
Il modello LLM Gemma 3n è un modello open weights con licenza open source (licenza Apache 2.0).
import requests # Libreria per effettuare richieste HTTP
# Funzione che costruisce un prompt secondo il metodo R-CAFAR
def genera_prompt(ruolo, contesto, attori, finalita, aggiornamento, richieste):
return f"""
Sei {ruolo}.
Contesto: {contesto}.
Attori e Fatti: {attori}.
Finalita: {finalita}.
Aggiornamento: {aggiornamento}.
Richieste specifiche: {richieste}.
"""
# Esempio: input del giurista o dell’interfaccia
ruolo = input("Ruolo del modello (es. avvocato civilista esperto): ")
contesto = input("Contesto giuridico della richiesta: ")
attori = input("Attori e fatti rilevanti: ")
finalita = input("Scopo del prompt: ")
aggiornamento = input("Fonti e aggiornamento richiesti: ")
richieste = input("Richieste specifiche (es. formato, linguaggio, sezioni): ")
prompt = genera_prompt(
ruolo,
contesto,
attori,
finalita,
aggiornamento,
richieste
)
# Chiamata HTTP all’API locale di Ollama per eseguire il modello
response = requests.post(
"http://localhost:11434/api/generate", # URL del server Ollama locale
json={
"model": "gemma3n", # Nome del modello attivo
"prompt": prompt, # Prompt da inviare
"stream": False # Risposta in blocco
}
)
# Stampa della risposta ricevuta
print("Risposta:", response.json()["response"])
Errori comuni nel prompting legale (e come evitarli)
❌ Prompt troppo generico → ✅ Specifica finalità e struttura output
❌ Nessun ruolo del modello → ✅ Indica sempre “sei un avvocato…”
❌ Assenza di fonti → ✅ Aggiungi sempre “normativa aggiornata al…”
❌ Output libero → ✅ Richiedi sezioni, formato, linguaggio giuridico
Conclusione
Il metodo R-CAFAR consente di creare prompt giuridici modulari, chiari, efficaci e riutilizzabili, utilizzabili sia manualmente sia tramite automazione.
Può costituire la base di un sistema strutturato di legal prompting professionale in ambienti AI locali, favorendo uniformità e qualità dei contenuti.
L’adozione di un metodo come R-CAFAR permette allo studio legale di standardizzare, documentare e automatizzare il sapere giuridico, riducendo i tempi di redazione, incrementando la precisione e trasformando la gestione delle conoscenze in un vero vantaggio competitivo.
Per un aiuto e per approfondire
Per un aiuto e per approfondire i temi dell’intelligenza artificiale nello studio legale, del legal tech e del legal design è online il GPT Iusreporter.tech (link esterno, richiede ChatGPT)
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📄 Disclaimer
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L’autore declina ogni responsabilità per eventuali errori, omissioni, malfunzionamenti, danni diretti o indiretti, incidentali, consequenziali o di altro tipo derivanti dall’uso, dall’uso improprio o dall’impossibilità di utilizzo degli script o delle informazioni contenute nel presente testo. Gli script sono forniti “così come sono” (AS IS), senza garanzie esplicite o implicite, incluse, ma non limitate a, garanzie di commerciabilità, idoneità a uno scopo particolare o assenza di violazioni.
L’utilizzo degli strumenti è sotto la piena responsabilità dell’utente, che è tenuto a verificarne, in particolare:
- la correttezza tecnica e funzionale,
- la conformità alle normative vigenti, incluse, a titolo esemplificativo, l’AI Act, il GDPR, il Codice Deontologico Forense,
- il rispetto delle licenze delle librerie e dei componenti e software di terze parti eventualmente utilizzati, inclusi quelli distribuiti con licenze open source.
Gli script non sono progettati né validati per l’uso in ambienti produttivi o per l’elaborazione di dati personali. Qualsiasi utilizzo in tali contesti è esclusiva responsabilità dell’utente, che deve adottare le opportune misure di sicurezza e valutare l’impatto normativo.
Gli script sono stati testati su Python 3.10 in ambiente Windows. Non è garantita la compatibilità con versioni diverse del linguaggio o con altri sistemi operativi. L’autore non fornisce assistenza tecnica, aggiornamenti periodici o correzione dei malfunzionamenti.
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